Il piano è: lei sale in funivia, io a piedi; ci troviamo su alla forcella e vediamo il da farsi.
Ovviamente dovrà aspettarmi, vediamo.
Non è un piano particolarmente articolato, in effetti.
Due ore di auto per salire al passo, e già la mattinata se ne vola. Vabbè.
Appena a monte della funivia (02), parte il sentiero: inizialmente su prato eroso, poi roccia dolomitica.
Sulla cartina avrei anche il bivio per il rifugio Kostner: boh, mica me ne accorgo.
Forse era qui: (03).
Salendo (alcuni banchi di nebbienuvole molto veloci) il sentiero si biforca in cento rivoli; l'orientamento non è in discussione (visibilità permettendo), ma va prestata attenzione a non finire troppo fuori target.
Il tratto finale del canalone, particolamente ghiaioso, scollina a quota 2850 alla Forcella Pordoi (04, con l'omonimo rifugio).
Mia mamma mi sta già aspettando.
Le alternative sarebbero essenzialmente due:
o si sale al rifugio Capanna Fassa
o si va al Boè.
Purtroppo fra tempi che si sono allungati, banchi ballerini di nuvole, lieve mal di montagna, e buon ultima con la prospettiva di un altro paio di ore per rientrare a casa...l'escursione si riduce a gironzolare nei paraggi.
Da bravo aspirante guida, riaccompagno la mamma alla funivia portandole lo zaino.
Pesantissimo, ovviamente.
Un po' come le borsette delle donne.
Profilo altimetrico
Stagionalità
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Movimento alternativo
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No |
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Noo |
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Tutti quelli che ho visto erano saliti con la funivia |
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Giudizio
:-|
La mia cifra è il bosco, quote più basse, colori diversi. Peccato per i tempi stretti.
Note
Anche al passo Pordoi il tabellone coi sentieri chiusi post-Vaia. Risultavano comunque tutti aperti
Un po' surreale: cacca di cane in sacchetto biodegradabile, lasciata però sul sentiero. Mah
Strutture vintage al Passo.